I RACCONTI DEGLI STUDENTI 

SUL PROPRIO TERRITORIO

 

PERCHÉ SCRIVERE TESTI AMBIENTATI IN VAL TOLLA? 

Il Progetto Turisti 2.0 nel Grand Tour dell’Alta Val d’Arda, in linea con le Indicazioni Nazionali per il curricolo della Scuola dell’Infanzia e del primo ciclo d’istruzione (16 novembre 2012), ha stimolato i ragazzi a raccontare fatti immaginari, ma rispettosi del contesto storico documentato, ambientati in Val Tolla, in particolare nelle tappe studiate e conosciute durante le lezioni in classe e le visite guidate, gli stessi luoghi attraversati 
dai pellegrini e dai turisti di ieri e di oggi. 
Il lavoro di scrittura creativa ha avuto in particolare la finalità di rendere
più consapevole e profondo il rapporto personale, intellettuale 
ed emotivo fra ciascun ragazzo e il suo territorio. 


Prof. Daniele Solari

diario di viaggio di un pellegrino medievale (1350)

Riferimento: Castell'Arquato
Autori: Brissilda Cara, Juers Karaboja

Nell’ambito dell’antica Val Tolla, il gruppo di lavoro ha scelto di approfondire la Storia del borgo di Castell’Arquato. Gli studenti hanno immaginato che un anonimo pellegrino del secolo XIV fosse giunto in visita nel borgo, annotando nel proprio diario l’aspetto e le caratteristiche del luogo intorno alla metà del Trecento, nel pieno della dominazione viscontea. 

Articolo di giornale per l'inaugurazione della nuova chiesa di castelletto val tolla (secondo dopoguerra)

Riferimento: Castelletto Val Tolla (Vernasca)
Autori: Federico Busconi, Anna Ziliani

Ispirati dal passato della Val Tolla, un gruppo di studenti ha scelto di approfondire la Storia del borgo di Castelletto. I ragazzi hanno immaginato di essere giornalisti impegnati nella scrittura di un articolo dedicato alla nuova chiesa parrocchiale di Castelletto, costruita nel secondo Dopoguerra. 

Diario di viaggio dell’architetto Ennemond Petitot in visita a Lugagnano e Veleia (anno 1760)

Riferimento: Lugagnano
Autori: Zoe Zaltieri Castellana, Ismail Mehboub

Riferendosi alla Storia del borgo di Lugagnano e degli scavi di Veleia, il gruppo di studenti ha immaginato che Ennemond Alexandre Petitot, architetto di Corte di Filippo di Borbone, duca di Parma e Piacenza, fosse giunto in visita a Lugagnano e a Veleia nel maggio del 1760, con l’obbiettivo di ammirare e disegnare le antiche rovine emerse dagli scavi della città romana. Di seguito si propongono alcune pagine di un suo diario immaginario.

Le rovine dell’antico Monastero di S. Salvatore

Riferimento: Morfasso - Monastero/Rabbini
Autori: Alessandro Di Natale, Aurora Gregori, David Solari


Nell’ambito dell’antica Val Tolla, il gruppo di lavoro ha scelto di approfondire la Storia del Monastero di S. Salvatore, nel Comune di Morfasso, presso il borgo di Rabbini. Gli studenti hanno immaginato un racconto che propone una sorta di “ponte temporale” tra l’epoca medievale, quando il monastero era ancora ricco e potente, ed un futuro non troppo lontano, nel quale le rovine dell’antica abbazia saranno riqualificate e aperte alla fruizione pubblica. 

Diario dello scultore e lapicida Francesco Boschetti, attivo nella chiesa di Morfasso (1782) 

Riferimento: Morfasso
Autore: Luca Andrea Gherghitescu  

Ispirandosi al passato della Val Tolla, l'autore ha scelto di concentrarsi sulla Storia del borgo di Morfasso, immedesimandosi nel mastro scultore e lapicida Francesco Boschetti, attivo nel tardo Settecento negli abbellimenti della chiesa vecchia del paese; di seguito si presenta una pagina del suo diario immaginario. 

Lettera di S. Franca da Vitalta ai propri genitori (inizi del secolo XII)

Riferimento: Morfasso - Montelana
Autori: Giulia Nicelli, Luca Andrea Gherghitescu


Nell’ambito dell’antica Val Tolla, il gruppo di lavoro ha scelto di approfondire la Storia del Santuario di Montelana, presso il borgo di Morfasso, sorto sulle rovine di un antico monastero medievale fondato da S. Franca. Gli studenti hanno immaginato una lettera scritta nel secolo XIII da S. Franca ai propri genitori, i nobili e potenti conti di Vitalta. Nella missiva, la Santa racconta la sua vita dopo aver abbandonato le ricchezze abbracciando la vocazione monastica.

Gli “Ebrei perduti” della Val Tolla (sec. VII)

Riferimento: Rabbini
Autori: Andrea Canali, Francesca L'Astorina


Riferendosi alla storia locale, il gruppo di studenti ha scelto di approfondire l’ipotesi  della prof.ssa Carmen Artocchini, che parla di un antico stanziamento ebraico in Val Tolla, dove sopravvivono ancora oggi toponimi come “Rabbini”, “Levei” e “Campo degli Ebrei”. Secondo la studiosa, questi luoghi potrebbero conservare il ricordo di antichi Israeliti fuggiti da Pavia durante le persecuzioni anti-giudaiche compiute dal re longobardo Pertarito (671-688). Nel racconto viene immaginato un drappello di soldati longobardi che giunge in Val Tolla per trovare i fuggiaschi.

Intervista immaginaria alla Pieve e al Castello di Vernasca

Riferimento: Vernasca
Autori: Cristiano Visconti, Riccardo Eleuteri


Facendo riferimento alla Storia del borgo di Vernasca, gli studenti hanno immaginato un dialogo con l’antica Pieve di S. Colombano, il cui spirito ha rievocato le origini della chiesa e le caratteristiche del castello che fu costruito a sua protezione.

Lettera del capitano Antonio Boccia a Napoleone, scritta dal borgo di Vernasca (anno 1805)

Riferimento: Vernasca
Autori: Tea Murdjevski, Greta Nazzani, Cristiano Visconti

Nell'antico contesto della Val Tolla, il gruppo di lavoro ha scelto di approfondire la Storia del borgo di Vernasca. Gli studenti hanno immaginato una lettera scritta nel novembre 1805 da Antonio Boccia, capitano dell’esercito napoleonico, allo stesso Napoleone, imperatore di Francia e sovrano delle terre piacentine e parmensi da poco divenute un possedimento francese.